La Contea Gentile non è un luogo magico. È un luogo reale, nato dalla passione di Nicolas Gentile che, nel 2018 a Bucchianico (Ch), ha dato vita a quell’idilliaca Contea, ancora in fase di completamento, a sua volta creata dalle pagine de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien. «Il mio amore per la Terra di Mezzo, per Il Signore degli Anelli, e per tutti i mondi fantastici, nasce un giorno preciso – racconta Nicolas Gentile. Era il 14 febbraio del 2000 e lo ricordo perché arrivò a casa il mio primo computer con la prima connessione. Per puro caso, vidi il banner di un film che sarebbe uscito di lì a un anno: Il Signore degli Anelli, corredata dall’immagine di un orco bruttissimo. Ho subito pensato a un film con i mostri. non sapendo assolutamente di che cosa parlasse. Qualche settimana dopo, trovai in una libreria proprio il libro de Il Signore degli Anellie, nonostante non amassi molto leggere a parte i manga giapponesi e altro, lo comprai. Cominciai a leggerlo abbastanza svogliatamente, ma nel giro di pochissime pagine mi prese talmente tanto che mi stupii di come della carta stampata, delle parole scritte, potessero regalare emozioni così forti. Inoltre, mi spaventai in un punto preciso: il momento in cui Gandalf svela a Frodo come l’anello che ha sempre avuto fosse quello dell’Oscuro Signore. Da lì impazzii e tutta la mia vita si basò su quegli scritti, leggendoli e rileggendoli in continuazione. A quel punto, non vedevo l’ora di vedere i film e fino alla proiezione dell’ultimo, Il Ritorno del Re, nel 2003-2004, non aspettavo altro per poter rientrare ancora di più nella Terra di Mezzo».

Coltivare una nuova passione, per il creatore della Contea Gentile, immersa tra le querce e bagnata dal fiume Foro, significava intraprendere un nuovo viaggio che, pian piano, lo avrebbe portato a una consapevolezza diversa: rendere quella passione reale. «Da quel momento in poi ho partecipato a tanti eventi a tema, soprattutto in nord Italia dove ne venivano organizzati molti. Infatti, pensavo a come fosse un peccato non avere anche al sud eventi del genere. Allora ho cominciato io stesso a realizzarne. Il primo fu in occasione del Tolkien Reading Day, nel 2008-2009. Eravamo in tre, compresa la ragazza che sarebbe diventata mia moglie. Leggemmo in alta montagna, quindi con un freddo incredibile, un po’ di passi de Il Signore degli Anelli, fu un evento piccolissimo ma bello. L’anno successivo, invece, eravamo già un centinaio e, qualche anno dopo, siamo arrivati a diverse migliaia di persone» continua.
Organizzare sempre più eventi e incontrare sempre più persone, accomunate da una stessa passione, ha portato Nicolas Gentile a un ulteriore grande passo «Mi resi conto che i giochi di ruolo, i festival a tema e tutto il resto, erano solo un surrogato. Io desideravo, invece, vivere appieno quella Terra di Mezzo. L’unico modo era quindi costruirla. Da quel pensiero è partito l’iter di acquistare un pezzo di terra, dopo averlo cercato per tutto l’Abruzzo, e piano piano di renderlo ciò che oggi sta diventando: il punto di ritrovo in cui molte persone si sentono a casa, sentendosi davvero nella Contea. Una Contea sicuramente diversa per grandezza e per certi aspetti da quella tolkieniana, ma assolutamente identica nel cuore. La Contea Gentile possiede l’animo, il cuore degli Hobbit. Semplicità, sentimenti genuini, attaccamento alla terra, tanto divertimento e tanto cibo. Creare la Contea Gentile è stata una sorta di richiamo, una sirena per attirare altre persone, come me, e sentirmi meno solo».

Riuscire a realizzare questa passione in una realtà concreta non è stato facile. «Il progetto nasce diversi anni fa, siamo a cinque anni esatti dal lockdown. Un periodo in cui ho potuto scoprire, anche sulla mia pelle, come servisse alle persone un luogo di pace, lontano dalle sofferenze che purtroppo quell’anomala quotidianità riservava. La necessità di stare insieme alle persone amate, immersi nella natura, mi ha dato una grande spinta».
Una spinta che ha portato a un’altra avventura, avvenuta il 27 Agosto 2021, dove Nicolas e altri otto appassionati, travestiti da personaggi fantasy, sono partiti da Bucchianico, dalla casa che adesso si trova nella Contea Gentile, arrivando 2 Settembre 2021 sul Vesuvio per gettarvi all’interno un anello d’oro. Un gesto diventato un vero e proprio documentario.
«Costruire una contea Hobbit, in Abruzzo, presupponeva il dar vita a una missione che serviva a legittimare e meritarne la costruzione. Una missione che richiamava la formazione di una Compagnia dell’Anello. Infatti, con altri otto ragazzi, ho intrapreso a piedi il tragitto da Bucchianico al Vesuvio per gettare un anello. Abbiamo ricreato una delle scene più famose e una delle missioni altrettanto famose. Non era mai accaduto nella realtà. Eravamo nove sconosciuti con un solo obiettivo: distruggere l’anello. Lo abbiamo fatto ed è stato meraviglioso. A quel punto tutto il mondo, dalla Cina alla Nuova Zelanda, parlò di noi e del mio progetto di creare la Contea. Inoltre, anche Bucchianico ha imparato, pian piano, ad apprezzare ciò che sto costruendo. Se prima non si aveva idea di chi fossero gli Hobbit, ora anche i vecchietti di 90 anni ne conoscono la storia» spiega Gentile.
Ciò che rende la Contea Gentile unica nel suo genere, non sono solo la prima casa di 15mq, le porte rotonde, il caravan dei Nani, la fattoria del vecchio Maggot, il Moongate, il viale degli Ent e il busto del professor Tolkien, ma anche lo spirito di condivisione, di mettersi in gioco e di credere nei propri sogni e obiettivi. «Molte altre persone stanno prendendo ispirazione dal mio progetto. Ad esempio, c’è chi crea gruppi di nani ed elfi, creando delle vere e proprie comunità. Altre stanno anche cercando di mettere in pratica un modo di vivere più vero e più conforme a quello che vogliamo noi stessi per il nostro bene. Alle persone dico sempre che, se devono sognare, devono farlo in grande. Dopodiché, bisogna prendere il sogno nel cassetto e cominciare a coltivarlo. Il simbolo della Contea è una ghianda su una porta Hobbit. Il perché? Quando acquistai il terreno, ciò che mi stupii fu la quercia plurisecolare che, gigantesca, si trova proprio qui. E allora pensai come, da una ghianda così piccola, fosse nato un essere così maestoso. Magari anche la Contea, da un piccolo sogno di un Nicolas ragazzino, è diventata e sta diventando un abbraccio grandissimo, con decine di migliaia di persone che, ogni anno, vengono qui sentendosi parte di un qualcosa di unico».

Il Signore degli Anelli, pubblicato nel 1955, possiede una serie di tematiche che continuano ad ispirare appassionati e non. Ispirazione che porta anche a un’evoluzione di pensiero e a un processo di riflessione profonda su di sé e sul rapporto con gli altri: «C’era un tempo in cui vedevo la Terra di Mezzo come un rifugio, un luogo da raggiungere per fuggire da casa. Tant’è che, all’inizio, il progetto di costruire la Contea non era nel mio paese, ma sulle montagne. Poi, col tempo, ho capito che non era giusto. Anche se scappi, prima o poi, il male ti raggiunge. Quindi devi un po’ combattere. Adesso, infatti, la Contea non è più un rifugio ma un baluardo che si è aperto al mondo, con la consapevolezza di non poter salvare quel mondo, ma sicuramente un pezzo di terra. Quando qualcuno compie un gesto che lo rende felice, ecco, la felicità di ogni singola persona diventa la felicità di un popolo e la felicità di un popolo è la felicità di un mondo intero. Da qui, nasce questa voglia di rivalsa e non di fuga. Come dice Gandalf, sono le piccole azioni, i piccoli gesti quotidiani a salvare il mondo e non le grandi imprese eroiche. Piccoli atti di gentilezza e amore. Un luogo che si chiama Contea Gentile, vuoi per il mio cognome ma anche perché la gentilezza, vista erroneamente come una debolezza, in realtà è una forza grandissima che può smuovere popoli, persone e idee».
La Contea Gentile rappresenta anche la quotidianità semplice, ma allo stesso tempo speciale, degli Hobbit che sembrerebbero incarnare le qualità degli italiani: «Noi italiani siamo molto più Hobbit degli altri popoli, per il nostro modo di essere. Gli Hobbit non erano persone perbenino. Potevano essere buoni e gentili, ma anche un po’ stronzi. Ecco, noi italiani rappresentiamo entrambi gli aspetti positivi e negativi. Siamo sì genuini, ma pure un po’ stronzetti. Noi siamo Hobbit. Ci piace il buon cibo, lo stare in compagnia, siamo caciaroni e, al tempo stesso, siamo resistenti proprio come gli Hobbit» conclude Nicolas Gentile.












